sabato 30 agosto 2008

Cercasi arca: nove orsi polari da salvare


Guido Santevecchi
Il Corriere della Sera
30 agosto 2008
Allarme lanciato dal WWF: stanno andando alla deriva su un lastrone di ghiaccio e il loro istinto li inganna

LONDRA - Solo una moderna Arca di Noè della Marina degli Stati Uniti potrebbe cercare di salvare un gruppo di orsi polari dispersi al largo dell’Alaska. Li hanno avvistati il 16 agosto nel Chukchi Sea, un mare che rappresenta una zona di caccia naturale per gli orsi polari. Ma i nove esemplari osservati da un ricognitore aereo rischiano di annegare perché la superficie ghiacciata su cui si muovevano si è sciolta, andando alla deriva di una cinquantina di miglia. Gli orsi sarebbero in grado di nuotare e tornare indietro ma, secondo gli scienziati del WWF che hanno dato l’allarme, stanno invece seguendo il loro istinto che li spinge a dirigersi verso Nord: per effetto del restringimento della fascia di ghiacci si tratta di 400 miglia di mare, un’impresa impossibile.


Gli animalisti hanno chiesto aiuto alla Guardia Costiera degli Stati Uniti, sollecitandola a inviare un’unità «Arca di Noè» per salvare gli orsi-naufraghi. I nove esemplari sono stati avvistati di nuovo il 18 agosto e poi il 22. Le condizioni del mare sono peggiorate e si sono persi i contatti. Secondo il World Wide Fund for Nature, in passato un gruppo di orsi è riuscito a nuotare per 100 miglia (oltre 160 km), ma sono arrivati sulla terraferma esausti e molti sono annegati. «L’Artico è un oceano è trovare nove orsi dispersi è una missione estremamente difficile, oltretutto temiamo che quelli segnalati siano solo una parte degli animali finiti in mare aperto», ha detto Margaret Williams, direttrice del WWF Alaska.

1 commento:

Luigi Morsello ha detto...

Sono questi i casi in cui la mia avversione per il genere umano rasenta la misantropia.
Il paradosso: gli U.S.A. sono fra i principali responsabili dell'effetto serra, al quale è dovuto lo scioglimento dei ghiacci che hanno intrappolato quei nove orsi, e si deve chiedere aiuto, per salvarli, alla Guardia Costiera degli U.S.A..
Profonda ripugnanza sento per chi uccide le balene, i cuccioli di foca, distrugge la foresta amazzonica uccide per diletto e senza alcuna necessità ed invoco la punizione divina, l'ira di Dio (se esiste) su di loro, ma non succede nulla.
Tutto continua come prima, inesorabilmente.
Mi conforta il sapere che, avendo 70anni, non dovrò assistere alla sfacelo del pianeta e della maledetta razza umana, la cui estinzione mi appare come l'unica condizione per la rinascita, la resurrezione della vita sulla terra, con la sola eccezione della razza umana.